Il Secondo Principio di Hans Liebschner

di Stefano P. Testa

IN PRODUZIONE

Johannes “Hans” Liebschner ha filmato la sua vita dal 1963 al 2012. Dopo la sua morte, le riprese finiscono in vendita in un mercatino dell’usato di Bergamo. Hans, classe 1927, è un odontotecnico tedesco giunto in Italia per la guerra e rimasto per amore. Nel 1947 sposa la giovane Iole e dalla loro unione nascono cinque figli maschi. Nei suoi filmati scorrono le immagini di una famiglia apparentemente unita e felice, ma che si scompone amaramente nel 2013, anno della sua morte. Klaus e Peter, i due fratelli minori uniti da uno stretto legame, si allontanano definitivamente. Da questa separazione nascono due versioni discordanti, a tratti contraddittorie, della stessa storia. Il Secondo Principio di Hans Liebschner è una tragedia famigliare che attraversa le trasformazioni sociali e culturali a cavallo del terzo millennio, incrociandosi con l’evoluzione tecnologica ed espressiva del cinema amatoriale.

Note di regia

- Nei miei ricordi vedo sempre mio papà con una cinepresa quadrata, con la manovella laterale e una custodia in pelle. L’aveva sempre con sé. Poi negli anni ho vissuto la sua capacità di evolvere, di cambiare. –
Peter Liebschner

Come riassumere più di cento ore di ripresa in meno di cento minuti? Cosa valorizzare e cosa tralasciare?
Lavorando da diversi anni con gli archivi familiari mi sono reso conto che più un’immagine è privata, più è universalmente comprensibile e condivisibile. I panorami, le auto d’epoca, l’abbigliamento vintage, gli oggetti in disuso dalle forme strane che sembrano appartenere a un altro mondo, sfumano di fronte a un gesto improvviso di affetto, un dialogo ad alta voce con sé stessi, un volgare insulto rivolto con rabbia. Lo spettatore ha bisogno di immagini inaspettatamente intime per associare i propri ricordi e identificarsi emotivamente con gli sconosciuti che appaiono sullo schermo. Questa, a mio parere, è la forza dei filmati amatoriali.
I filmati d’archivio non sono soltanto cartoline dal passato spedite da uno sconosciuto, ma possono diventare rappresentazioni di un mondo interiore e idealizzato, strettamente legato alla propria memoria.
Talvolta, col tempo, i rapporti tra esseri umani si corrompono e la memoria non sempre aiuta a conservarli. I ricordi si deteriorano come una pellicola divorata dalla muffa o una videocassetta smagnetizzata in grado di riprodurre solo linee astratte e rumore bianco. Come tanti nastri in uno scatolone, vengono rinchiusi in uno scantinato in balia del corrodimento.
Non sempre un’immagine perduta è perduta per sempre, capita a volte che ritorni quando meno te lo aspetti e può portare con sé rimorsi e rimpianti, oppure nuovo entusiasmo.
Chi fu a buttare (vendere) quello che per Hans era di più prezioso? Klaus? O forse Peter?
La risposta non mi interessa veramente, perché questo gesto sconsiderato ha innescato una serie di eventi che porteranno alla conclusione del film che Hans ha iniziato più di sessant’anni fa.

Paese: Italia
Anno: 2020
Durata: 93'
Formato: HD
Lingua: Italiano, Tedesco
Sottotitoli: Inglese - Italiano
Genere: documentario
Sceneggiatura: Stefano P. Testa
Fotografia: Andrea Zanoli
Montaggio: Stefano P. Testa
Musica: Alberto Ricca, Luca Severino, The Honululu, Sonars
Con: Johannes “Hans” Liebschner Iole Bentrovato Klaus Liebschner Peter Liebschner Marino Liebschner Rolf Liebschner
Produzione: Andrea Zanoli per Lab 80 film
Distribuzione: Lab 80 film