Caro mostro

Caro mostro

di Stefano P. Testa

Nel 1965 Elio ha diciotto anni e frequenta il collegio San Carlo di Torino, è stato allontanato da casa per volere del padre a causa del suo carattere indisciplinato. Durante l’anno riceve alcune lettere dai genitori, dall’amico Nino e dall’amante Raffaella; in quelle pagine è tratteggiata la storia di un giovane inquieto e sedizioso, alle prese con gli ultimi turbamenti adolescenziali e le prime responsabilità dell’età adulta. Caro Mostro è un collage fatto di sovrapposizioni di parole, immagini, suoni e rumori che rievocano un lontano passato, riportato alla luce da un macabro ritrovamento.

 

Note di regia

“Caro Mostro” è una raccolta di documenti autentici, ma con pochissimi riferimenti storico biografici dei personaggi coinvolti. Gli unici elementi utili a delineare i profili psicologici dei mittenti sono le voci e le calligrafie. I testi sono letti e interpretati da attori, le cui voci fuori campo sono inserite in ambienti sonori ipoteticamente presenti al momento della stesura delle lettere. Il film si svolge visivamente con una lenta sovrapposizione di immagini simboliche ed evocative dell’universo interiore del giovane Elio. Mediante l’uso della dissolvenza, le pagine delle lettere si intersecano con le fotografie, i ritagli di riviste e alcuni filmati amatoriali dell’epoca. Il risultato è una stratificazione di superfici consumate e colori sbiaditi dal tempo. “Caro Mostro” è un viaggio a ritroso nella memoria, alla ricerca degli affetti perduti.

Biografia del regista

Stefano P. Testa, classe 1988, vive e lavora a Bergamo come operatore di ripresa, montatore video, tecnico di correzione colore e post produzione. Dal 2010 collabora con Lab 80 film nella produzione di film documentari e con Bergamo Film Meeting nel ruolo di responsabile della comunicazione audiovisiva del festival. Nel 2017 è autore del montaggio di "Colombi" e "Pierino", il primo presentato alla 73a edizione della Mostra del Cinema di Venezia e il secondo a Dok Leipzig. Nello Stesso anno esordisce alla regia con "Moloch" vincitore del premio miglior documentario al festival Visioni Italiane di Bologna. Nel 2019 è membro della giuria del concorso internazionale cortometraggi al Lucca Film Festival. Nel 2020 il suo secondo lungometraggio "Il Secondo Principio di Hans Liebschner" vince il premio come miglior film nella sezione Prospettive di Filmmaker Festival di Milano, il premio della giuria popolare al Linea D’Ombra Film Festival di Salerno, il premio per il miglior montaggio e il premio del pubblico al festival Documentaria di Palermo.
Paese: Italia
Anno: 2023
Durata: 16'
Formato: 2,39:1
Lingua: Italiano
Genere: fiction
Fotografia: Stefano P. Testa
Montaggio: Stefano P. Testa
Con: Alice Guarente, Gabriele Penner, Romina Alfieri, Stefano P. Spampatti
Assistente alla regia: Giulia Esposito
Filmati d’archivio: Cinescatti
Mix del suono: Nicola Gualandris
Supervisione al mix: Federico Laini
Produzione: Andrea Zanoli, Stefano P. Testa, Lab 80 film