La diva fragile. Gene Tierney nei capolavori di quattro grandi registi

IN SALA. SCOPRI DOVE:

Milano Cinema Palestrina, dal 3 giugno
Venezia Cinema Rossini, dal 13 giugno
Bergamo Esterno Notte Cinema Lab 80, dal 17 giugno
San Felice del Benaco (BS) Film Festival del Garda Il cielo può attendere, 19 giugno
Milano Cinema Mexico, dal 20 giugno
Catania Cine City Ariston, dal 30 giugno
Torino Cinema Massimo, dal 1 luglio
Bari Cinema ABC, dal 1 luglio
Lecce DB Arena d'Essai, dal 7 luglio
Bassano del Grappa (VI) Cinema Metropolis, dal 12 luglio
Torino Cinema Centrale, dal 30 luglio
Firenza Arena di Marte Piccola, dal 3 agosto
Monticello Brianza (LC) Arena, 4 agosto
Viareggio Palazzo delle Muse – Cinema all'aperto, dal 15 agosto
Reggio Emilia Cinema Rosebud, dal 12 settembre
Treviso Cinema Edera, dal 12 settembre
Parma Cinema Astra, dal 3 ottobre
Padova, Cinema Lux, dal 17 ottobre

Gene Tierney, attrice di rara intensità e di innegabile fascino.
Una diva dotata di grandissima bellezza e di una carica seduttiva magnetica e misteriosa e allo stesso tempo, caratterizzata da una timida fragilità e da una trattenuta inquietudine.

Tornano in sala i film che hanno reso celebre l'attrice americana degli anni Quaranta e Cinquanta: quattro indimenticabili pellicole di Lubitsch, Mankiewicz, Preminger e Stahl.

Al cinema in versione digitale restaurata.

 

Gene Tierney

Inizia la sua carriera di attrice giovanissima, alla fine degli anni ‘30, scoperta dal regista George Abbott, dopo aver lavorato come fotomodella ed attrice di teatro. Distintasi come la sciatta ma aggressiva contadina di Caldwell nella Via del tabacco di John Ford (1941), interpretò film di Sternberg (I misteri di Shanghai, 1941), Ernst Lubitsch (Il cielo può attendere, 1943), John M. Stahl (Femmina folle, 1945) e di Otto Preminger, regista che la guidò nel suo personaggio forse più incisivo, quello di Laura in Vertigine (1944), grazie al quale conquistò un Oscar. Tra gli altri film interpretati vanno ricordati Il fantasma e la signora Muir di Joseph L. Mankiewicz (1947) e La mano sinistra di Dio di Edward Dmytryk (1955). La sua carriera comincia a declinare negli anni Cinquanta, dopo il fallito matrimonio con Oleg Cassini e la nascita di una figlia con gravi disabilità: si ammala di depressione e viene ricoverata in una clinica. Torna al cinema nel 1962 con Tempesta su Washington di Otto Preminger. Nel 1979 pubblica la sua autobiografia, Self portrait, mai pubblicata in Italia, in cui racconta anche il periodo buio della malattia. Viene ricordata per la sua bellezza esotica e per il suo talento, per gli occhi magnetici dal taglio orientale, per l’aura di sensualità e mistero che l’hanno sempre contraddistinta.

 

Approfondimenti

•• Gene TierneyArturo Invernici, Gene Tierney, una diva fragile

•• Gene Tierney, Louis Skorecki, Un cinéaste est né

•• The Ghost and Mrs. MuirSergio Arecco, Sogni (di) prigionieri

•• The Ghost and Mrs. Muir, Alberto Morsiani, Joseph L. Mankiewicz

•• Heaven Can WaitErnst Lubitsch, lettera scritta a Herman G. Weinberg

•• Heaven Can WaitGuido Fink, Il tempo ritrovato

•• Laura, Giulia Carluccio, Linda Cena, In principio era Laura

•• LauraClaudio G. Fava, Profumo di un'epoca

•• Leave her to Heaven, Alberto Pezzotta, Morte nella finzione

 

 

I film della rassegna

In collaborazione con

 


Con il contributo di

 

 

 

    

Il cielo può attendere
di Ernst Lubitsch Usa 1943 - 112'
Vertigine
di Otto Preminger Usa 1944 - 88'
Femmina folle
di John M. Stahl Usa 1945 - 110'
Il fantasma e la signora Muir
di Joseph L. Mankiewicz Usa 1947 - 104'