Un atleta insolito, per una sfida insolita: la più grande gara di corsa mai affrontata in Europa, un percorso di 1000 miglia nella pista abbandonata di un aeroporto. Sedici giorni di corsa, dieci ore al giorno, brevi pause per nutrirsi e dormire: quanto può correre un uomo senza mai fermarsi? C’è un limite alla sfida che si può affrontare senza esservi costretti, giusto per vedere se è possibile vincerla? Cosa succede al corpo e alla psiche umane quando lo sforzo fisico è così prolungato?
La famiglia Joginder è parte della comunità indiana che negli ultimi dieci anni si è insediata numerosa a Casazza, in Val Cavallina, cambiando il volto di questo luogo. Sospesi tra l'immaginario del cinema e della televisione indiani ed il quotidiano grigiore della vita reale, Pal, Babli e Jessica Joginder sono oggi alla ricerca di un nuovo equilibrio. La crisi ha colpito le aziende della valle mettendo in dubbio quelle certezze economiche su cui gli Joginder hanno costruito il loro presente.
“In bergamasca ci sono 130 bande!” Gianluigi lo racconta spesso, sempre con lo stesso genuino stupore per un fenomeno musicale e sociale che sfida il tempo: sembra incredibile che in un epoca in cui la musica è accessibile con estrema facilità, ci sia ancora chi è disposto a studiare anni per il solo piacere di suonare insieme, dilettanti, con tutto quello che il termine ha di buono.
A Bergamo un gruppo di amici organizza la prima Olimpiade Mondiale della Graziella (Grazielliadi), la celebre bicicletta pieghevole degli anni ’60. Dalla polvere delle cantine, dai parcheggi abbandonati, eredità arugginita di nonne e madri, riemerge un pezzo di storia dei pedali. Kshan, di 11 anni, ha fatto rivivere quella di sua nonna. Mouad e Aschar hanno innestato impianto stereo e volante in pelle sulla loro, mentre Zio Dennis testa sul campo le quattro discipline “olimpiche” tra una lucidatura di un parafango e un cambio di gomme.
«Quando sarò anziano, troverò finalmente il tempo di andare a leggere i miei libri in giardino», ha detto Enrico Cattaneo detto “Ketto”, al compimento dei novant’anni. Quella che sembra una simpatica battuta è invece segno di un’arguzia e vivacità che ancora oggi lo caratterizzano. Nato nel 1917 ha attraversato il ventesimo secolo in modo avventuroso. Appassionato cineasta, ha ripreso molti momenti della sua vita, tra Bergamo, le montagne di Gromo e la guerra in Russia...
Sulla terra: negli anni '60 Mario, emigrato in Francia, costruisce la sua casa a Landres, in Lorena. Sotto la terra: Mario lavora alla miniera di ferro a Landres per vent'anni. Oggi le miniere sono chiuse, l'acqua che le ha invase ha reso il terreno instabile. Molti edifici crollano, altri sono pericolanti. Mario vive una situazione kafkiana: ha scavato per anni sotto la sua stessa casa, chiede l'intervento statale, ma i burocrati non riconoscono l'evidenza.
Le strade di Bergamo diventano canzoni semplici fatte di pochi accordi e una voce scarna che canta, a volte grida, il quotidiano. Restano visibili i palazzi, le piazze e le tracce dei nostri percorsi. I rumori sono nascosti nei solchi profondi di un disco e forse nello sguardo di chi lo appoggia sul piatto e lo lascia girare.
A Macas, nell’Oriente dell’Ecuador, la Fundación Chankuap’ funge da intermediario fra i cooperanti internazionali e le comunità indigene che abitano le foreste sul confine con il Perù. Le relazioni fra “dentro” e “fuori” dalla foresta sono regolate con precisione: ogni intervento deve essere attentamente progettato perché gli equilibri ecologici non vengano alterati. Si parla di sviluppo, ma “sviluppo” è una parola che non tutti interpretano allo stesso modo...
Un Centro di Formazione Professionale: quella che per alcuni è zona di scontro, si rivela come spazio di collaborazione e di incontro. Un maestro senegalese alle prese con alunni vivaci e consapevoli. Un giovane marocchino che ha lasciato il suo Paese e la sua famiglia per venire in Italia all’età di undici anni. Non è guerra, non è pace. La telecamera segue i protagonisti cercando di aggirare i pregiudizi culturali e gli stereotipi.
Point de rassemblement è una produzione pensata come “etnografia inversa” e sviluppata, anche ottusamente talvolta, in questa direzione. Lo sguardo di un viaggiatore ci invita a rileggere pratiche acquisite, all’interno di una spirale mai conclusa di cultural misunderstanding.
Un’attrice racconta il film di cui è stata protagonista mentre pulisce il portico della comunità. «E poi cos’è che fate, un film?» chiede ai due registi che la stanno riprendendo, e il film che inizia racconta la vita nelle comunità della cooperativa Gasparina, che si snoda fra i bicchieri per il metadone, un fidanzato che vive da pastore, Milosevic, Che Guevara, Padre Pio, i furti di farmaci alle frontiere, un cane che non ha più morso da venerdì, un giudice del tribunale dei minori, un gallo fuggiasco e tante, tante sigarette.
Un possibile racconto della vita a Luis Beltrán, paesino sull'isola di Choele Choel, Patagonia Argentina. Quotidianità e temi complessi: tensioni sociali, habitat, la ricerca del luogo giusto per vivere, il "lugar nel mundo". A possible tale of the life in Luis Beltrán, a village on Choele Choel Island, Patagonia Argentina. The inhabitants’ words blend everyday matters with complex issues such as the search for the right place: "el lugar en el mundo".
Franco ha sessant'anni. Gran parte della sua vita l'ha vissuta in una casa, un tempo la cascina di famiglia, a Cenate Sopra, paesino ai piedi del monte Misma. Dopo la morte dei genitori, lo sapesse o meno, era un uomo ricco, proprietario di un grande terreno e di una grande casa che attendeva solo di essere risistemata. Oggi la sua casa è alloggio per disabili. Franco è a un tempo ospite e proprietario.
Le celebrazioni per il Centenario dell’Incoronazione della statua della Madonna della Cornabusa segnano il passare del tempo e delle stagioni. La festa dei fuochi annuncia l’autunno, durante la notte la valle si illumina, poi la pioggia accompagna la transumanza degli ultimi animali dalla Costa del Pallio sino alle contrade più basse, i cacciatori preparano i richiami, dal bosco giungono gli echi dei primi colpi di fucile. Ricordi, grazie ricevute, devozione popolare che coinvolge interamente la popolazione della Valle Imagna.
La parete Nord del Pizzo della Presolana. Un filmato, fortunosamente ritrovato, di una prima impegnativa ascensione. Forti alpinisti di ieri e di oggi: Livio Piantoni, Flavio Bettineschi, Rocco Belingheri, Guglielmo Boni, Roby Piantoni, Yuri Parimbelli. La ripetizione della via "Placido", ancora oggi per pochi, come pretesto per raccontare chi vive in montagna, da alpinista.
Tra gli anni '50 e gli anni '60 il Canada è stato per molti italiani l’occasione della vita. Un territorio immenso e pochissimo popolato, un’economia in grande espansione, con enorme bisogno di mano d’opera. Tanti emigrati hanno fatto fortuna, molti sono benestanti. Con il loro lavoro, fatto di fatica e forza di volontà, hanno contribuito alla costruzione del Canada moderno. John, Piera, Antony, Franco, Anna, Rino, Danilo raccontano le speranze di un tempo e le attese dell’oggi.
"Lei dice stavo male, tu stai male, tu stai male, io sto male... tu stai bene? Non credo", dice Francesca, la madre di Michele. "La Carovana" è un gruppo di auto mutuo aiuto che riunisce genitori di figli con disagio mentale. Un film serio e vivace. Il dvd è pubblicato in collaborazione con Editrice Erickson.
Khinalug, alto Caucaso, Azerbaigian settentrionale. Le case si inerpicano sulla montagna, nelle veglie gli uomini raccontano storie sempre diverse, quella gente sembra appartenere insieme alla terra e al cielo. Il tempo è quello delle stagioni, degli spostamenti con le greggi, della durata della luce; ma è anche quello delle feste e dei riti propiziatori. Un’avventura dello sguardo che è ricerca e avvicinamento al senso delle cose.
Intorno a Liegi si è scavato carbone fino agli anni settanta. Il carbone alimentava i forni delle acciaierie. Oggi solo un occhio attento riconosce a Seraing quello che resta della miniera di Collart. «Sono tempi passati», dice Battista Botticchio, che ha lavorato in miniera, anzi nella “mina”, per ventotto anni, «e non ho voglia di raccontarli», ma racconta e insiste che non si può capire il lavoro in “mina”: «Bisogna esserci stati, per capire».
Un centro di formazione per il settore alimentare. La produzione del film parte da un’idea di performance “artistica” applicata all’antropologia visiva. Lo sguardo delle osservatrici è apparentemente neutro e di basso profilo: i conflitti non vengono evidenziati, ma lo scavo preciso nei dettagli e fra le gradazioni racconta storie straordinarie.
Hotel Bosnia di Sergio Visinoni, Andrea Zanoli, Italia, 2009
Busca la salida, Willy di Gruppo di lavoro Busca la salida, Italia, 2007
E' come un puzzle di Viviana Albani, Erika Ponti, Italia, 2007
Il viaggio di Teresa Amara di Claudia Anita Radaelli, Claudia Begnis, Italia, 2007
La rosa dei venti di Teatro tascabile di Bergamo, Italia, 2007
Le due città di Andrea Cremaschi, Sergio Visinoni, Italia, 2007
Sei piedi sopra di Roberta Imberti, Nicola Lucchi, Italia, 2007
bunker/film/1 di Laura Morelli, Alberto Valtellina, Italia, 2006
2 metri e 50 di Massimo Corsini, Claudio Mignacca, Italia, 2005
A tratti coda di Chiara Morcelli, Andrea Zanoli, Italia, 2005
Accordatura basso su sfondo rosa di Elisabetta Gianoli, Claudia Neri, Italia, 2005
Esterno. Valle. di Francesco Giarrusso, Giovanni Paris, Francesca Scalisi, Italia, 2005
Nausikáa di Emilio Zanenga, Alessandro Rozzoni, Italia, 2005
Riserva naturale chiusa. Accesso vietato. di Gruppo di lavoro "Riserva naturale chiusa. Accesso vietato.", Italia, 2005
Viti autofilettanti di Marco Perico, Silvia Ronzoni, Italia, 2005
Credere di Melania Thiella, Silvia Vescovi, Italia, 2004
Identità di Andrea Zambelli, Italia, 2003
Quella cosa incredibile da farsi di Chiara Cremaschi, Italia, 2003
3 aprile 2002 - Deheishe refugees Camp di Andrea Zambelli, Italia, 2002
Il guasto di Paolo Jamoletti, Italia, 2002
Siamo tutti clandestini di Paolo Jamoletti, Italia, 2001
Sinfonia Ferrodolce di Osvaldo Arioldi Schwartz, Italia, 2001
Dal Chaos alla Luce di Angelo Signorelli, Alberto Valtellina, Italia, 1998