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Lab 80 film

La Lab 80 film inizia la sua attività nel 1976 con l’acquisizione di film che non trovano spazio nella distribuzione commerciale. Nei primi anni fa conoscere autori come Wajda, Has, Fassbinder, Herzog, che non erano ancora conosciuti dal grande pubblico. Nella seconda metà degli anni Ottanta, con l’acquisto di dieci film del maestro giapponese Shohei Imamura, inizia ad occuparsi di grandi autori del cinema del passato. La riscoperta e riedizione di film non più disponibili per la proiezione su grande schermo caratterizzerà in maniera predominante l’attività distributiva degli anni successivi. Capolavori di Dreyer, Bresson, Tarkovskij, Polanski, Welles, Lubitsch, Wilder, Cukor, Sturges, Arnold – solo per citarne alcuni – sono andati via via costituendo una piccola ma densa cineteca, importante strumento di conoscenza soprattutto per i giovani e per gli appassionati di cinema. Nella stessa direzione vanno i cicli dedicati ai grandi generi del cinema classico americano: fantascienza degli anni ’50, commedia e noir degli anni ‘30/’40.

Negli ultimi anni la Cooperativa ha acquisito una media di dieci film all'anno, spaziando dai film taiwanesi (quattro film di Hou Hsiao-hsian) e hongkonghesi (The Killer di John Woo), a quelli portoghesi di João Botelho (Tres Palmeiras, O Ar), ungheresi (Woyzek di Janos Szas), francesi (L'eau froide di Olivier Assayas, La maman et la putain di Jean Eustache), cinesi (Il postino di He Janjun e Passatempo di Zhao Le), inglesi (Bleak Moments, di Mike Leigh, il regista che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes con Segreti e bugie), ai quali si aggiungono gli italiani Confortorio, Tiburzi e Gostanza da Libbiano di Paolo Benvenuti, Il dono, l’opera prima di Michelangelo Frammartino, pluripremiata a importanti festival internazionali e Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, la sorpresa del 2007 con più di sette mesi di programmazione a Milano. Importanti rassegne tematiche sono state distribuite dalla Lab 80 film: Il 2000 visto da…, Gauche Droite, la personale completa del regista giapponese Takeshi Kitano e la fantascienza inglese degli anni della Guerra Fredda.

Il catalogo della cooperativa conta attualmente circa 370 titoli.

Da alcuni anni, la Lab 80 film svolge attività di produzione nell’ambito soprattutto del documentario. Tra i titoli: Parole per dirloDalla parte delle bambine (1997) di Chiara Cremaschi, vincitore al Festival Giovani di Torino, L’uomo è cacciatore (1997) di Alberto Valtellina, Dal caos alla luce – Documentario per la mostra di Lorenzo Lotto (1998), Siamo tutti clandestini (2001) di Paolo Jamoletti, Sinfonia Ferrodolce (2001) delle Officine Schwartz, Farebbero tutti silenzio (2001) di Andrea Zambelli, Identità di Andrea Zambelli (2003), Quella cosa incredibile da farsi di Chiara Cremaschi (2003), Credere di Melania Thiella e Silvia Vescovi (2004), Filati Lastex nel rumore delle ruspe di Andrea Cremaschi e Davide Lantieri, Futures 1 e 2 –film di giovani autori prodotti all’interno di un progetto cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (2005), Figli di Noè di Monika Bulaj (2006), 25 sul filo di Alberto Valtellina e Sergio Visinoni (2006), La strada del successo di Angelo Signorelli e Sergio Visinoni (2007), Quelli che stanno a Nord di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina, girato fra le montagne della Val di Scalve (2007).

La Lab 80 film svolge attività didattica nelle scuole superiori, attraverso l’organizzazione di corsi e seminari; organizza rassegne al chiuso e all’aperto per conto di comuni e biblioteche; cura pubblicazioni di argomento cinematografico; realizza montaggi e edizioni digitali; organizza stages universitari; svolge consulenze e interventi tecnici su spazi adibiti alla proiezione cinematografica.

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